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Sconto anche per la Reggina
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/12/12 12:22:49)


Foti presidente della Reggina
Foti presidente della Reggina
Mancavano all'appello ancora le decisione dell'Arbitrato del Coni riguardanti Reggina ed Arezzo per considerare definitivamente chiuso il precesso a Calciopoli. Nella mattinata di oggi l'Arbitrato del Coni ha comunicato la decisione di ridurre di 4 punti (da -15 a -11) la penalizzazione della Reggina, mentre quella dell'Arezzo resta invariata. Lillo Foti, presidente della Reggina, non è però soddisfatto di questa decisione e commenta così: "Non sono soddisfatto perchè non mi ritengo colpevole. È una sentenza ingiusta perchè la Reggina è innocente. Non posso essere soddisfatto perchè non mi ritengo personalmente colpevole e perchè non riconosco le accuse che sono state mosse a me e alla mia società. La Reggina vive sicuramente nell'ambito dello sport. Dico solo che spesso ci sono sentenze ingiuste e che questa è una delle tante. Noi rispettiamo questa sentenza, che riteniamo ingiusta per quanto la Reggina ha dimostrato sul campo". (Fonte: Adnkronos)
Ieri, intanto, era stato reso noto che la pena inflitta al presidente della Lazio: Cluadio Lotito è stata ridotta da 30 mesi di inibizione a 4 mesi.

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Arbitrato del Coni il giorno dopo
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/10/28 13:35:34)


Alle 22.30 sono arrivate le tanto attese decisioni dell'Arbitrato del Coni sulla vicenda Calciopoli. A seguire ci sono stati i commenti a caldo da parte delle società interessate, molto diversi tra loro, come diversi son stati i trattamenti ricevuti ed i relativi sconti di punti ricevuti.
Per la Juventus la decisione dell'Arbitrato del Coni"riconosce almeno in parte l'enorme impegno e lo spirito di sacrificio dimostrato dalla societa". Parzialmente soddisfatte le dichiarazioni di Claudio Lotito, Presidente della Lazio: "Non e' una vittoria completa. Ritengo che ancora non si sia fatta chiarezza totale sulla verità, ossia che noi non c'entriamo niente. Ma facendo parte di questo mondo, accetto di buon grado la sentenza dell'Arbitrato...". Molto diversa la reazione del Milan, che attraverso il suo sito Internet ha manifestato contrarietà alle decisione dell'Arbitrato del Coni di non togliere nemmeno un punto di penalità, laconica la dichiarazione: "La decisione della Camera di Conciliazione e di Arbitrato del Coni non merita alcun commento." Un no comment è stata anche la dichiarazione della Fiorentina, quarta squadra interessata dalle decisioni dell'Arbitrato del Coni. Alla luce di questo, che dovrebbe essere l'ultimo passaggio giudiziario della vicenda Calciopoli, viene da chiedersi: "E' stata fatta giustizia?"

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Arrivano gli sconti!
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/10/27 22:47:36)


Alle 22.30 sono arrivate le tanto attese decisioni dell'Arbitrato del Coni sulla vicenda Calciopoli.A Juventus e Lazio sono stati scontati 8 punti, alla Fiorentina sono stati scontati 4 punti mentre al Milan non sono stati scontati punti. Alla luce delle decisioni dell'Arbitrato in Serie A il Milan resta con -8 punti di penalizzazione, Lazio -3 punti, Fiorentina -15 punti. In Serie B invece alla Juventus restano 9 punti di penalizzazione rispetto ai 17 decisi dalla Caf.

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Grande attesa per l' Arbitrato
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/10/25 10:21:38)


Cresce l'attesa per le decisioni dell'abitrato del Coni sulla vicenda Calciopoli. Lo testimonia il fatto che oltre al toto-sconti, è un susseguirsi di previsioni sulla data in cui i giudici dell'Arbitrato del Coni si pronunceranno. Subito dopo le udienze dell' 11 e 12 ottobre si parlava, come data possibile, di fine mese, a seguire si era ipotizzato il 27 ottobre nel tardo pomeriggio, poi tra il 30 ed il 31 ottobre, ed infine, nelle ultime ore, si parla anche di sabato 28. Una cosa è certa, essendo interessate squadre quotate in Borsa (Juventus e Lazio), il verdetto sarà reso pubblico a Borsa chiusa. I giudici, giustamente, stanno utilizzando tutto il tempo a loro disposizione per valutare al meglio le diverse situazione. Tutto questo in contrapposizione con la grande corsa di meta' luglio, quando la "sete di giustizia" ha portato in tempi record al verdetto di primo grado e poi alla sentenza della Caf.

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Ottimismo Juventus per l'Arbitrato
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/10/11 18:00:34)


Giovanni Cobolli Giglipresidente della Juventus
Giovanni Cobolli Gigli
presidente della Juventus
Dopo quasi due ore la delegazione della Juventus composta dall'ex presidente, l'avvocato Franzo Grande Stevens, e dagli avvocati Cesare Zaccone, Riccardo Montanaro, Michele Briamonte, Stefano Vinti e Angelo Buongiorno, ha lasciato l'aula dove si e' tenuta l'udienza dinanzi ai giudici del Collegio arbitrale del CONI. Il verdetto si avrà verso fine mese, si vocifera il 27 ottobre, per ora ci sono solo le dichiarazioni del presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli: "Ci aspettiamo una sostanziosa riduzione della pena. L'azzeramento dei 17 punti di penalizzazione? E' solo una speranza. E' andata come ci aspettavamo . Sono soddisfatto perchè è stato un dibattito serrato, in cui abbiamo fatto valere le nostre argomentazioni, e la controparte ha fatto altrettanto. Ora da parte nostra c'è grande fiducia, quindi sono ottimista, anche se la sentenza non arriverà prima della fine del mese". A seguire sara' il turno dei difensori di Lazio e Milan, mentre l'udienza della Fiorentina e' prevista per domani, 12 ottobre, a partire dalle 9.30. Da registrare che Lazio e Fiorentina dovrebbero proseguire sulla linea difensiva gia' tenuta nei primi gradi di giudizio, ovvero la completa innocenza nello scandalo Calciopoli.

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Arbitrato e' gia' polemica!
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/10/10 13:49:31)


Scatta domani, 11 ottobre, nella sede del CONI, l'ultima fase della vicenda giudiziaria legata allo scandalo che ha investito il calcio italiano durante l'estate che ci ha visto trionfare ai Campionati mondiali di caclio Germania 2006. Con l'Arbitrato del CONI si dovrebbe mettere la parola fine a Calciopoli, almeno per quel che riguarda le tappe processuali. Le quattro squadre coinvolte, Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan, sperano in un possibile sconto di punti sulle penalizzazioni inflitte dalla sentenza della CAF dello scorso 25 luglio. Se da un lato le squadre interessate si mostrano moderatamete ottimiste sulla possibile riduzione della pena, in Serie B, in particolare per la vicenda legata alla Juventus, qualche Presidente commenta in modo critico questa possibilita'. E' il caso di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, e di De Lautentis, presidente del Napoli che gia' si lamentano per un possibile sconto di pena che porterebbe la Juventus piu' avanti in classifica. Ricordiamo che la Juventus e' attualmente ultima con ancora 4 punti di penalita', essendo partita da -17. La FIGC intanto fa sapere che seguira' la linea gia' tenuta durante il tentativo di conciliazione: niente sconti sulle pene. Non restera' che aspettare, anche se l'attesa potrebbe durare fino a fine mese ed oltre. C'e' comunque la sensazione che la decisione verra' presa in tempi brevi, anche per evitare ulteriori polemiche sui campionati falsati da questi cambiamenti in corso.

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11 Ottobre udienza per la Juventus
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/09/14 18:15:36)


E' stata fissata la data dell'udienza in cui la Juventus si presenterà dinanzi all'arbitrato del Coni. Sara l'11 ottobre lo stesso giorno toccherà anche a Lazio e Milan, il giorno dopo alla Fiorentina. Una curiostà sul luogo in cui si svolgeranno le udienze, sarà l' aula nella quale si e' svolto il "processo" su Calciopoli, ovvero la sala conferenze della Tribuna Monte Mario dello stadio Olimpico. A presiedere il collegio arbitrale sara' Pierluigi Ronzani.

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La Juventus ritira il ricorso al Tar
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/08/31 21:40:04)


Il presidente della Juventus Cobolli Gigli
Il presidente della Juventus Cobolli Gigli
Il CdA della Juventus ha deliberato all'unanimità di ritirare il ricorso presentato nei giorni scorsi al Tar del Lazio.
Il consiglio, si legge in una nota diffusa dal club bianconero per gli obblighi di borsa che specifica le ragioni della decisione, "ha preso atto dei significativi segnali di disponibilità che le istituzioni sportive hanno palesato nelle ultime ore per risolvere con equità la vertenza in corso ed ha constatato che tale apertura costituisce un netto cambiamento rispetto a quanto registrato al termine della fase di conciliazione". Secondo il cda "con questa decisione in linea con i principi di lealtà e con i valori sportivi che sono alla base della sua attività e della sua tradizione", la Juventus ancora una volta "afferma la propria volontà di apertura nei confronti delle istituzioni sportive". La società, inoltre, "ribadisce la fiducia nella giustizia sportiva e la volontà di collaborare per il miglioramento del calcio italiano così come ha fatto rinnovando il proprio consiglio di amministrazione e dotandosi di un sistema di controllo interno più severo". Considerate le gravi penalizzazioni comminate, il club riferendosi anche alla revoca di scudetti e coppe, "confida che nell'ambito del successivo grado di giustizia sportiva sarà definito un trattamento significativamente migliorativo rispetto all'attuale". Da domani quindi la Juventus "concentrerà ogni suo sforzo nella gestione sportiva per conseguire ambiziosi traguardi nello spirito dei valori fondamentali dello sport".
(Fonte: Gazzetta.it)


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Niente conciliazione per la Juventus
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/08/18 19:17:04)


Nessuna mediazione tra la Figc e la Juventus. "Juventus Football Club - si legge in una nota diffusa sul circuito di Borsa - comunica che si è tenuto in data odierna l'incontro di conciliazione con la Figc. presso la Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni, innanzi al conciliatore Prof. Piazza. Erano presenti, oltre alle parti Juventus e Figc, anche i terzi interessati ammessi: Lecce, Brescia e Messina. Nonostante Juventus Football Club abbia manifestato disponibilità di conciliare, l'incontro non ha condotto alla conciliazione. Il 21 agosto prossimo - conclude la nota - è fissato un Consiglio di Amministrazione della Juventus Football Club per analizzare le future iniziative". Cioè l'eventuale ricorso al Tar.
(Fonte: Gazzetta.it)


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La Reggina resta in A
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/08/18 17:08:11)


Lillo Foti, presidente della Reggina
Lillo Foti, presidente della Reggina
La Caf non accoglie la richiesta di serie B avanzata da Palazzi, la Reggina resta in Seria A con una penalizzazione di 15 punti, Foti inibito: 2 anni e 6 mesi. L'Arezzo resta in B, partirà da -9. Assolti Dondarini e Pieri, 3 mesi di inibizione per Meani.
Serie A con 15 punti di penalizzazione per la Reggina, più ammenda di centomila euro. Per il presidente della società, Pasquale Foti, 2 anni e 6 mesi di inibizione più trentamila euro di ammenda. Sono le sentenze che la Commissione d'appello federale della Figc ha emesso in relazione al procedimento disciplinare a carico della Reggina e del suo presidente Pasquale Foti. La procura federale aveva chiesto la retrocessione in serie B della società amaranto e una penalizzazione di 15 punti. Per il presidente della squadra calabrese erano stati chiesti invece cinque anni di squalifica, con proposta di radiazione.
Il verdetto della Caf nei confronti dell'Arezzo è invece il seguente: i toscani restano in serie B: partiranno però con 9 punti di penalizzazione. Palazzi aveva chiesto la retrocessione in serie C1 e tre punti di penalizzazione.
Assolti Dondarini e Pieri. La Caf ha infatti prosciolto i due direttori di gara coinvolti nel processo per illecito sportivo a carico della Reggina.
I giudici di primo grado hanno invece condannato a tre anni di stop l'ex designatore degli assistenti Gennaro Mazzei e il guardalinee Stefano Titomanlio coinvolti sul tentato illecito dell'Arezzo.
Tre mesi di inibizione per l'ex addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, e 10.000 euro di multa per il Milan, così come aveva chiesto il procuratore Stefano Palazzi.
(Fonte: Gazzetta.it)


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Calciopoli
(Categoria: Sport Autore: ladyblog Data: 2006/07/27 09:23:27)


Dopo gli scandalosi sconti di pena decretati dalle sentenze d'appello ecco come ha reagito il procuratore federale Palazzi che aveva scelto la linea dura sulla stessa linea di Borrelli: "Non posso condividere le sentenze, hanno tolto da questo procedimento il concetto di illecito sportivo per Lazio e Fiorentina. L´impianto accusatorio era chiaro, ma ho bisogno di leggere le motivazioni per dire qualcosa di più compiuto". [Fonte: Repubblica]

Così invece si è espresso Gerardo D'Ambrosio, senatore dei DS ed ex-procuratore capo a Milano e collaboratore stretto di Francesco Saverio Borrelli: "Un’altra occasione persa, ma non mi sorprendo. Quando ci sono forti interessi economici in ballo, va sempre a finire così, a tarallucci e vino. Lo schema di questa vicenda è tipico dell’Italia e dell’illegalità diffusa che abbiamo nelle vene. Quelli che blaterano di rispetto della legalità si accorgono che per ristabilirla davvero dovrebbero anch’essi pagare un prezzo.
Si aprono i banchetti, le trattative, le minacce più o meno velate e gli imprenditori coinvolti prospettano ritorsioni economiche, i politici auspicano il rispetto delle regole ma senza far male a nessuno, ai loro amici soprattutto. E si arriva a un bel compromesso dove si cambia qualcosina per non cambiare nulla. L’unica cosa che sorprende è la velocità di questo ciclo. In un paio di mesi siamo passati dall’indignazione al sospiro di sollievo. Francesco Saverio Borrelli era stato accolto con un'ovazione dagli stessi personaggi sui quali doveva indagare. Personalità di grande spessore e pulizia morale, dissero tutti. Adesso, sembra quasi sopportato. C’era da aspettarselo
". [Fonte: Corriere.it]

Antonio Di Pietro ha invece scisso il suo parere da tifoso e da magistrato: "Da tifoso juventino credo di aver subito il male minore ma da ex-Pm dico che le sentenze vanno rispettate sempre, ma io sarei stato molto più severo.
Qui si è cercato di salvare capra e cavoli
".

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Sentenza in breve della Corte Federale su calciopoli
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/07/25 21:28:00)


Juve in serie B con 17 punti di penalizzazione, tre giornate di squalifica del campo, revoca dello scudetto 2004/05 e non assegnazione dello scudetto 2005/06. Milan penalizzato di 30 punti per il campionato 2005/06 (preliminari di Champions League), e nel prossimo torneo partirà da -8. Lazio e Fiorentina in serie A: con - 11 di penalità (-30 per il 2005/06) la prima, e -19 (-30 per il 2005/06) la seconda.

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Ricorso Juve parola per parola
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/07/24 18:37:45)


Ecc.ma Corte Federale Roma La società per azioni Juventus, corrente in Torino, Corso Galileo Ferraris 32, in persona del suo presidente e legale rappresentante dott. Giovanni Cobolli Gigli, assistita dal difensore che sottoscrive con lui il presente atto e che viene delegato a rappresentare la società avanti la Ecc.ma Corte, dichiara di impugnare la decisione relativa al Com. uff. n. 1/C (riunioni del 29 giugno e 3, 4, 5, 6, 7 luglio 2006) della Commissione di appello federale, comunicata il 14 luglio 2006, per i motivi infra precisati e formula le seguenti richieste: - ritenere che anche i fatti ascritti al capo 1 della incolpazione all’amministratore delegato Antonio Giraudo e al direttore generale Luciano Moggi non costituiscono illecito sportivo, ma devono essere definiti come violazione dell’art. 1 CGS; - ritenere, di conseguenza, che la società Juventus risponde esclusivamente ai sensi dell’art. 2 comma 4 CGS, e, in particolare, a titolo di responsabilità oggettiva e non diretta per i fatti che sono stati ritenuti sussistenti a carico di Luciano Moggi; - determinare la sanzione in misura coerente con le risultanze del procedimento di primo grado, e quindi in misura di gran lunga minore a quella inflitta, come infra precisato al motivo 4, escludendo la aggravante contestata.
I motivi che sorreggono le richieste sopra formulate sono i seguenti:
1 - Erronea applicazione della norma di cui all’art. 6 comma 1 CGS. Contraddittorietà interna della decisione nella parte in cui afferma che la contestazione sub 1 costituisce illecito sportivo (per il quale la società è chiamata a rispondere al capo 2).
Chiamata (pag. 79) ad accertare se “la pluralità di condotte poste in essere da Moggi e Giraudo, anche se singolarmente costituenti soltanto violazione dei principi dei cui all’art. 1 CGS, abbiano determinato quella situazione di condizionamento del settore arbitrale che costituisce l’atto diretto al conseguimento del vantaggio in classifica” (e quindi realizzino la violazione dell’art. 6 c. 1), la CAF risponde affermativamente, precisando che “le condotte accertate (di Moggi e Giraudo) erano soggettivamente ed oggettivamente idonee a interferire sulla terzietà della funzione arbitrale al fine di ottenere un trattamento preferenziale rispetto alle altre squadre e, quindi, in definitiva, ad assicurarsi un vantaggio in classifica; e che, inoltre, avevano una capacità causale per il conseguimento del risultato sperato”.
A noi pare che si tratti di una affermazione che trova smentita poche pagine appresso, nella parte in cui si scrive (pag. 91) che, per “Mazzini, Pairetto, Lanese e De Santis, la Commissione non ritiene che sia stata raggiunta la prova della responsabilità degli incolpati in ordine alla violazione dell’art. 6, c. 1 CGS.” Questa mancanza o insufficienza della prova esclude in radice la idoneità della condotta di Moggi e Giraudo e, ancor più, nega qualsivoglia “capacità causale” a quelle condotte al fine di realizzare un vantaggio in classifica. E’ del tutto ovvio che il vantaggio in classifica si ottiene attraverso gli arbitri (in questo senso la decisione è concorde quando scrive che “il vantaggio in classifica è l’effetto del condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale (pag. 77); ma, se questo condizionamento non vi è stato o non è dimostrato, la condotta non è né idonea, né casualmente adeguata a realizzare il vantaggio sperato.
Altrettanto criticabile è la seconda affermazione, secondo la quale l’insieme delle “condotte costituenti di per sé comportamenti contrari ai principi di lealtà correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva (art. 1 c.1)” è stato idoneo a realizzare un condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale a vantaggio della Juventus e quindi sia stato violato l’art. 6, integrando la pluralità delle condotte l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio in classifica”. La critica, peraltro del tutto ovvia, consiste nell’osservare che non è il numero delle condotte che ne cambia la sostanza; e, se ogni singola condotta non realizza l’illecito sportivo, questo non può ritenersi realizzato anche se quelle stesse condotte vengono unitariamente considerate (pag. 89). Pertanto i comportamenti descritti nel capo 1 vanno qualificati come violazione dell’art. 1 CGS.
Le successive contestazioni mosse a Moggi e Giraudo al capo 3 ed al solo Moggi al capo 7 (fatti per i quali la società Juventus è chiamata a rispondere per i capi 4 e 10) sono state già ridimensionate dalla decisione qui impugnata, che ha escluso l’illecito sportivo nell’episodio relativo alla gara Juventus Lazio, ravvisando la minore violazione dell’art. 1; a questa stessa violazione erano ricondotte le gare di Reggina-Juventus e Juventus-Udinese. Per la gara Bologna-Juventus (contestata come illecito sportivo) vi è stato proscioglimento di Moggi e De Santis dall’addebito di illecito sportivo e la condotta di Moggi è stata ricondotta alla violazione dell’art. 1. Dunque, quando si è ricercata la prova di condotte idonee e causalmente adeguate a realizzare un illecito sportivo nello svolgimento delle gare o nel conseguimento di un vantaggio in classifica, non la si è ritrovata.
2 – Sul titolo per il quale la società Juventus deve rispondere per i fatti attribuiti al Moggi. La CAF non ha motivato sul punto, anche se il tema era stato espressamente dedotto con qualche non inutile citazione. La decisione impugnata si è limitata a richiamare le risultanze del censimento dell’anno in questione, l’art. 2 comma 4 CGS e l’art. 3 comma 4 del regolamento L. N. P. che, peraltro, avevamo espressamente citato nella nostra memoria e dei quali, quindi, avevamo tenuto conto. Il problema era ed è quello di comprendere che cosa significhi la “rappresentanza ai sensi delle norme federali” e di valutare se questa possa discendere dallo stampato di un “censimento” o debba fare riferimento agli atti sociali per verificare se, nel caso di specie, si possa ricollegare qualsivoglia atto del Moggi alla società, così come avviene per gli atti compiuti da Giraudo. Noi riteniamo che, ai fini della rappresentanza sociale, si debba fare esclusivo riferimento allo statuto sociale o alle delibere del consiglio di amministrazione, atteso che essa rappresenta un essenziale profilo dell’attività di amministrazione della società e deve essere accompagnata da forme di pubblicità; pertanto abbiamo sostenuto che, per i fatti ascritti al Moggi, non si può ritenere una responsabilità diretta della Juventus. Su questo punto ne verbum quidem, anche se il tema appare di particolare rilievo, ai fini della sanzione da irrogare alla società.
3 – Mancanza e contraddittorietà di motivazione sulle sanzioni irrogate. Illegittimità delle sanzioni di cui all’art. 13 comma 1, lettere b), f), i).
Le sanzioni inflitte alla società Juventus sono state molte e particolarmente gravi: noi affermiamo che questo cumulo di sanzioni particolarmente afflittivo non è compatibile con la riconosciuta (e da noi contestata) presenza di un solo caso di illecito sportivo e con le considerazioni svolte in premessa: “la Juventus ha tenuto un comportamento processuale apprezzabile perché improntato a lealtà e correttezza (che sono le qualità che sono state assenti nel passato, secondo la decisione impugnata); ha dimostrato, inoltre, con l’opera di rinnovamento già attuata, di riconoscere gli errori commessi nel passato per il tramite dei suoi dirigenti e di avere iniziato un processo di rigenerazione”. Questo rinnovamento è stato provato con la produzione dei verbali del consiglio di amministrazione della società che, fin dal giorno 11 maggio 2006, aveva ridotto i poteri a Giraudo e Moggi e aveva revocato questi poteri fin dal 19 maggio, sostituendo integralmente il consiglio, subito dimissionario, e dotandosi di un codice etico e di nuove regole per il controllo interno: e ciò assai prima dell’inizio del procedimento disciplinare.
Non vi è stato certo – come sostenuto dall’ufficio indagini – un Moggi gestore del calcio italiano, perché la decisione riconosce che “non un unico reticolo abbracciante tutti i rapporti denunciati dalla procura federale esisteva, bensì tanti reticoli quante erano le squadre del campionato attualmente deferite, le quali si attivavano, ciascuna nel proprio interesse, al fine appunto di alterare i principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza del settore arbitrale”. Non vi sono state partite alterate nel loro svolgimento e non vi è stata alcuna dimostrazione del conseguimento di un vantaggio in classifica.
Perché allora la sanzione (che non ha giustificazione alcuna e che non è motivata) della non assegnazione dello scudetto per il campionato 2005/2006, rispetto al quale non esiste alcuna prova di irregolarità? Perché aggiungere alla sanzione molto affittiva della revoca dello scudetto 2004/2005 (che è la sanzione più grave, in quanto, secondo precedenti decisioni (Com. uff. n. 10 del 2005, caso Genoa), la indicazione delle sanzioni contenuta nell’art. 13 CGS è “incrementale”, nel senso che elenca le sanzioni in ordine di gravità) la retrocessione in serie B ed una penalizzazione che equivale, in sostanza, ad una retrocessione in serie C? Non sfuggirà all’attenzione della Corte Federale che 30 punti di penalità possono significare una retrocessione dalla B alla C se non si raggiungeranno, nella prossima stagione, almeno quei punti (circa 70) che consentiranno di non retrocedere. Anche se non menzionata nel dispositivo, un’altra – e ancora più grave sanzione – colpisce la società: quella prevista dalla lettera l) dell’art. 13 CGS "non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni". Nel caso di specie, alle sanzioni irrogate consegue inevitabilmente la non ammissione alla competizione internazionale della Champions League. A queste gravissime sanzioni un'altra, anch’essa, come la precedente, non considerata dalla decisione impugnata, ma non meno grave, se ne aggiunge: l’esodo dei migliori giocatori, pronti a sostenere la società per un anno in B, ma non disponibili (e comprensibilmente, trattandosi di talenti di rilievo internazionale) a rischiare una retrocessione in C o, nella migliore delle ipotesi, una permanenza in B per almeno due anni.
Di qui la conclusione. La decisione impugnata ha di molto ridimensionato le costruzioni accusatorie dell’ufficio indagini e della Procura federale; ha riconosciuto che, al massimo, un solo caso di illecito sportivo è sussistente (varrebbe la pena di verificare quanti illeciti sportivi sono attribuiti a quelle squadre che hanno ricevuto trattamenti sanzionatori molto più miti) e che la società ha fatto quanto possibile per voltare pagina. Ma, sorprendentemente e in totale contrasto con le sue premesse, la decisione impugnata ha inflitto un cumulo di sanzioni gravissime: la condanna della società a due anni almeno di serie B, la revoca dello scudetto 2004/2005, la ammenda e la non assegnazione dello scudetto 2005/2006 guadagnato sul campo. Con le ulteriori, conseguenti sanzioni, di cui abbiamo già detto.
Si osserva, infine, che l’art. 6 comma 3 CGS prevede che, in caso di responsabilità diretta, possa essere inflitta alternativamente la sanzione di cui all’art. 13 comma 1 lettere g) o h). Solo in caso di pratica inefficacia di una di tali sanzioni, può aggiungersi altra diversa sanzione. Noi contestiamo che, nel caso di specie, la sanzione della retrocessione all’ultimo posto in classifica (lettera g) possa essere ritenuta “praticamente inefficace”. E ciò in quanto la inefficacia della sanzione (di cui alla norma) non può essere confusa con la sua insufficienza. Riteniamo, pertanto, che alla sanzione di cui alla lettera g) non potessero essere aggiunte quelle di cui alle lettere b) ammenda, h) penalizzazione di punti e i) revoca o non assegnazione del titolo.
Un’ultima osservazione discende dall’esame dei precedenti: la richiesta del Procuratore Federale è stata quella della esclusione dal campionato di competenza con assegnazione, da parte del Consiglio Federale, ad uno dei campionati inferiori alla B. Quale è il “campionato di competenza"? Tutte le sentenze pronunciate dai giudici sportivi (Commissione Disciplinare e CAF) hanno ritenuto che campionato di competenza sia quello in cui si è verificato l'illecito: "va precisato che con riferimento alla sanzione prevista dall'art. 13 co. lett. g) per campionato di competenza deve intendersi quello di appartenenza al momento della realizzazione dell'illecito" (cfr C.U. Commissione Disciplinare n. 10 del 27/7/2005 caso Genoa). Orbene, il campionato in cui si sarebbe verificato l'illecito è quello del 2004 - 2005. Il campionato 2005 - 2006 è privo di qualunque irregolarità in quanto non vi è nessuna contestazione in proposito. Se non è più possibile applicare la sanzione al campionato 2004 - 2005, come si dovrebbe nel caso di specie (si è già svolto e concluso il campionato 2005 - 2006), dovrebbe farsi ricorso all’art. 6 co. III CGS che prevede la sanzione maggiore della non assegnazione o della revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia. Pena gravissima applicata nella storia del calcio italiano una sola volta.
La circostanza aggravante di cui all’art. 6 comma va esclusa, così come ha ritenuto la CAF per quanto riguarda la società Lazio (pag. 120) trattandosi, comunque, di un solo illecito sportivo.
Si confida nell’accoglimento
Torino-Roma 17 luglio 2006.

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Le sentenze su calciopoli
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/07/15 11:08:00)


Il 14 luglio nel mondo del calcio italiano verrà ricordato come il giorno dellalettura delle sentenze della Caf su calciopoli. Di seguiti stralci salienti della sentenza. (Fonte : Gazzetta.it)

JUVENTUS - Revoca dello scudetto nel campionato 2004-05. Non assegnazione dello scudetto 2005-06. Retrocessione in serie B con penalità di 30 punti. Luciano Moggi (ex d.g.) 5 anni di inibizione così come all'ex amministratore delegato Antonio Giraudo.
MILAN - Penalizzazione in serie A di 15 punti e niente Champions League (44 punti di penalizzazione nello scorso campionato). Adriano Galliani (vicepresidente) inibizione di 1 anno. Leonardo Meani (addetto agli arbitri) inibizione di 3 anni e 6 mesi.
FIORENTINA - Retrocessione in serie B (ultimo posto ultimo campionato). 12 punti di penalizzazione. Andrea Della Valle (presidente) inibizione 3 anni e 6 mesi. Diego Della Valle (presidente onorario) inibizione 4 anni. Sandro Mencucci inibizione per 3 anni e 6 mesi.
LAZIO - Retrocessione in serie B (ultimo posto nell'ultimo campionato). 7 punti di penalizzazione. Claudio Lotito (presidente)inibito 3 anni.
DIRIGENTI FIGC - Franco Carraro (presidente) inibizione 4 anni e 6 mesi. Innocenzo Mazzini (vicepresidente) inibizione 5 anni.
DIRIGENTI ARBITRALI - Paolo Bergamo (designatore) difetto giurisdizione; Pierluigi Pairetto inibizione 2 anni e 6 mesi; Tullio Lanese (presidente) inibizione 2 anni e mezzo; Gennaro Mazzei (vice commissario Can) inibizione 1 anno; Pietro Ingargiola (osservatore) ammonizione.
ARBITRI - Massimo De Santis inibizione 4 anni e 6 mesi; Pasquale Rodomonti prosciolto; Paolo Dondarini 3 anni e 6 mesi; Paolo Bertini prosciolto; Domenico Messina prosciolto; Gianluca Rocchi prosciolto; Paolo Tagliavento prosciolto; Gianluca Paparesta inibizione 3 mesi.
GUARDALINEE - Claudio Puglisi inibizione 1 anno; Fabrizio Babini inibizione 1 anno.

IL FUTURO - Il giudizio d'appello, della Corte Federale, secondo grado di giudizio, dovrebbe avvenire entro il 25 luglio, in tempo per le scadenza Uefa. In serie A, stante questo primo grado di giudizio, Juventus, Fiorentina e Lazio sarebbero sostituite da Messina, Lecce e Treviso.

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Orgoglio bianconero
(Categoria: Sport Autore: webmaster Data: 2006/07/01 18:56:33)


Orgoglio bianconeroE' partita alle 12.55 da Piazzale Caio Mario, davanti allo stabilimento Fiat Mirafiori, il corteo organizzato dai tifosi della Juventus, che attraverso le strade di Torino, si è concluso sotto la sede societaria, in corso Glalileo Ferraris. La marcia dell' "orgoglio bianconero" si è presto trasformata anche in una marcia di incoraggiamento a Gianluca Pessotto. Alla manifestazione hanno partecipato i maggiori gruppi organizzati della curva juventina, i club provenienti da tutta Italia e anche qualche tifoso illustre: Beppe Furino, Fabrizio Ravanelli, Massimo Carrera, Mariella Scirea, Max Pisu, Paolo Belli e Michelangelo Rampulla, a capo del Centro Coordinamento Club. Il corteo è stato aperto dalla striscione "La Juve siamo noi" poi cori e gli striscioni per Gianluca Pessotto, con una gigantografia dell'ex terzino bianconero. Raggiunta la sede bianconera i tifosi hanno chiamato a gran voce il neo presidente juventino Giovanni Cobolli Gigli.Orgoglio bianconeroSceso in strada Cobolli Gigli ha detto: "Abbiamo bisogno di tifosi che amino la Juve e oggi ne ho visti tanti. Donne uomini, bambini ed anziani, una grande dimostrazione di attaccamento alla squadra e alla società. Grazie per esserci così vicini: siamo qua con l'avvocato Agnelli da una parte e Gianluca Pessotto dall'altra. State con noi, questa è soltanto la prima occasione di tanti incontri". Classico balletto di numeri sulla partecipazione, ventimila i tifosi in strada per la Digos, circa quarantamila invece per gli organizzatori.


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